Ogni scuola ricerca il proprio modello di organizzazione del sapere: il curricolo
Il
curricolo
La rappresentazione di curricolo ha
come punto centrale il concetto di competenza intesa come consapevole
padronanza di conoscenze, abilità, capacità personali, sociali e metodologiche
agite attraverso intenti autonomi e responsabili, attraverso i
saperi che hanno principio dai contesti di apprendimento motivanti. La scuola è
invitata ad elaborare il suo modello di curricolo in relazione al suo
specifico oggetto: lo sviluppo dell’apprendimento, ormai diventato uno dei
diritti fondamentali di precipua competenza della scuola e che solo essa può
affrontare essendo sua responsabilità rispondere al proprio
irrinunciabile contenuto.
La
scuola diventa un luogo di esperienza, di approfondimento e di studio di
problemi che si ritengono significativi per i soggetti che li affrontano.
La
scuola non è il luogo dove è dato un curricolo, ma è il luogo dove si
costruisce un curricolo come percorso di
vita. Solo allora la scuola può abbandonare il paradigma della simulazione per
diventare un reale luogo di esperienza.
Le finalità formative del
curricolo sono individuabili attraverso due aspetti:
1.
dare risposte alle logiche pedagogiche
del soggetto che apprende
2.
dare risposte alle logiche culturali
degli oggetti di apprendimento.
Il
curricolo assicura autonomia formativa e dignità
scientifica ai percorsi di insegnamento/apprendimento. L’autonomia
formativa consiste nella consapevolezza delle singolari e molteplici
caratteristiche che ciascun soggetto che apprende possiede.
Per il soggetto dell’insegnamento è necessario predisporre oggetti di
apprendimento consoni a tali caratteristiche e tipici, per quanto
riguarda lo sviluppo psicologico, di un determinato grado scolastico.
La dignità
scientifica è data dalla possibilità di costruire itinerari culturali
peculiari ad ogni ordine scolastico, i quali, attraverso una lucida
intenzionalità formativa, tenendo in particolare conto gli aspetti dei processi
cognitivi e relazionali, siano in grado di innescare procedure di osservazione
sistematica sulle conoscenze degli allievi e procedure di
misurazione/valutazione degli studenti orientate sia al
rendimento/profitto cognitivo sia all’efficacia/efficienza della scuola.
Le discipline
Le conoscenze e le abilità che nascono e
si strutturano in uno specifico contesto disciplinare contaminano i diversi
settori disciplinari: ogni disciplina, se epistemologicamente ben presentata,
promuove il trasferimento delle abilità acquisite verso altri settori del
sapere.
Il concetto di disciplina induce la scuola ad affrontare, mediante una riflessione continua, il suo oggetto in modo tale da renderlo compatibile e adattabile a ciascuna specifica cultura. Il criterio col quale la scuola affronta il tema dei contenuti e della loro ripartizione disciplinare ha come motivo lo sviluppo dell’apprendimento e non l’oggetto specifico della ricerca epistemologica. La disciplinarità ovvero le competenze tipiche di una disciplina sono date da aspetti monocognitivi e metacognitivi che strutturati intorno all’alfabeto culturale proprio della disciplina (contenuti, linguaggi, punti di vista interpretativi, dispositivi euristici, metodi) costituiscono gli oggetti di apprendimento. Questo comporta che la selezione delle conoscenze avvenga in termini di essenzialità: il criterio decisivo per la scelta delle conoscenze diviene il valore formativo da coniugare con le competenze da perseguire. Le competenze dichiarate nei documenti ufficiali costituiscono un presupposto logico e cronologico per la procedura di organizzazione del curricolo.
Ogni
scuola deve ricercare il proprio modello di organizzazione del sapere da
orientare agli apprendimenti e non alla logica interna propria di una forma
culturale; il modo attraverso il quale la scuola organizza il suo sapere può
anche linguisticamente coincidere con quello della classificazione della
scienza ma non può diventare omologo alle sue forme e al suo contenuto.
Il
valore formativo delle conoscenze
Nell’individuazione dei contenuti
occorrerà, per ciascuna disciplina, approfondirne lo
statuto epistemologico (oggetto, linguaggio, codici, metodi) e la finalità
formativa a ciascun contenuto assegnata. La chiara consapevolezza
delle finalità formative, strettamente correlate alle competenze, che
ogni istituto si assegna, è in grado di orientare la scelta delle conoscenze,
le quali, devono essere selezionate e strutturate in termini di essenzialità e
tenendo conto degli elementi di caratterizzazione tipici di ciascuna
disciplina, non trascurando le interconnessioni tra i saperi che agevolano la
riflessione sulla pluralità dei linguaggi (verbali, non verbali e della
tecnologia). Dall’osservabilità delle competenze
conclusive, specifiche e trasversali ai periodi scolastici (livelli di
prestazione raggiunti dall’allievo e autovalutazione delle
metodologie didattiche attivate dai docenti) di ciascun ordine di
scuola si passa alle conoscenze e competenze relative alle discipline che
vengono collocate temporalmente in ciascun ciclo configurando un percorso
progressivo di competenze intermedie.
Interconnessioni
La definizione delle competenze
conclusive ed intermedie permettono l’individuazione dei contenuti
essenziali, irrinunciabili e la ricerca delle possibili interconnessioni tra
i diversi ambiti del sapere.
Le competenze trasversali devono
rappresentare l’esito di un insieme formativo che va pensato senza definire
meccanicamente i suoi oggetti costitutivi e le sue parti
strutturali; fondato sulla pluralità dei linguaggi e quindi in grado di porre i
giovani nella condizione di contestualizzare le conoscenze, facendo loro
acquisirne la consapevolezza. Da
un approccio lineare tra discipline affini, si passa poi all’utilizzo di
apparati critici e metodologici, appartenenti a diversi campi culturali, per
culminare in una mappa di intersezioni disciplinari, nella quale si esprime
quella superiore integrazione degli statuti scientifici possibile tramite la
formalizzazione della unità della scienza: la fluidità dei confini tra le
discipline, che si viene oggi talmente accentuando da costituire in qualche
modo uno dei tratti distintivi del sapere contemporaneo.
La didattica
Il riorientamento dei curricoli implica la rivisitazione del complessivo impianto dei contenuti in stretta relazione con le tappe relative allo sviluppo formativo degli allievi. I diversi aspetti che costituiscono lo statuto di una disciplina e che necessariamente rimangono invariati devono tenere in considerazione il processo di apprendimento che cambia rispetto allo statuto; cambiano il tipo di rappresentazione, il livello di approfondimento, l’ampiezza delle relazioni, la distanza del soggetto dall’oggetto: da un legame forte di contestualizzazione dell’esperienza si passa alla decontestualizzazione e all’astrazione.
Cambia l’approccio della didattica: dal semplice al complesso in una spirale che garantisca la progressività dell’apprendimento in termini di competenze; dove struttura curricolare e processi di apprendimento sono fortemente correlati e complementari; dove è necessario considerare il mutamento richiesto dallo sviluppo evolutivo dell’allievo rispetto alla stabilità dell’oggetto disciplinare; dove struttura curricolare e processo di apprendimento sono tra loro strettamente collegati e complementari. Una scelta metodologica che individua nel rapporto teoria/pratica, esperienza/decisione, conoscenza/verifica, informazione/valutazione, la dinamica fondamentale di un curricolo dove la sola conoscenza non consente di raggiungere una reale comprensione dei fatti, dei concetti, delle idee; dove occorre non separare l’apprendimento dalla molteplicità dei suoi volti che sono comprensivi sia dell’aspetto cognitivo sia di quelli operativo ed emozionale.